Nel 1777 l’Imperatrice Maria Teresa d’Austria ordinò la costruzione di una dimora
estiva per il figlio Ferdinando I, Governatore della Lombardia. L’incarico fu
affidato al Piermarini, già autore del teatro alla scala e della Reggia di Caserta.
Eugenio di Beauharnais, nel 1805 nominato viceré del nuovo Regno d'Italia, fissò
la sua residenza principale nella Villa che assunse il nome di Villa Reale. Dopo
la caduta di Napoleone (1815) vi fu il ritorno degli austriaci fino alla seconda
guerra di indipendenza (1859) quando la Villa Reale diventò patrimonio di Casa
Savoia. La Villa fu cara al Re Umberto I che amava risiedervi. Nel 1900 Umberto
fu assassinato proprio a Monza ed in seguito al luttuoso evento il nuovo Re Vittorio
Emanuele III non volle più utilizzare la Villa Reale, facendola chiudere e trasferire
al Quirinale gran parte degli arredi. Nel 1934 con Regio Decreto Vittorio Emanuele
III fece dono della Villa ai Comuni di Monza e di Milano.
Piermarini realizza un edificio esemplare della razionalità neoclassica. I tre
corpi principali, disposti a U, delimitano un'ampia corte d'onore chiusa all'estremità
dai due volumi cubici della Cappella e della Cavallerizza.
La decorazione delle facciate, rinunciando a timpani, colonnati e riquadri a
rilievo, si presenta estremamente rigorosa, segnando le superfici di sottili gradazioni.
L'interno è composto da una serie infinita (600) di stanze collegate fra loro.
Il complesso della Villa comprende la Cappella Reale, la Cavallerizza, la Rotonda
dell'Appiani, il Teatrino di Corte, l'Orangerie (Il Serrone). Nel primo piano
nobile sono le sale di rappresentanza, gli appartamenti di Umberto I e della Regina
Margherita. La fronte della Villa rivolta ad est si apre sui Giardini all'inglese
progettati dal Piermarini.
Distanza dall’Hotel: Km 4
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